| Scritto da Pasquale Mignogna,
04-06-2009 14:53
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Pubblicato in : Riccia Blog, In Salute |
Innanzitutto volevo dire che se il lettore vuole dei chiarimenti in merito agli articoli scritti o vuole delle delucidazioni su eventuali argomenti riguardanti l’attività fisica e l’organismo o vuole fare delle domande specifiche (a cui spero io possa rispondervi) basta lasciare un commento all’articolo o mandarmi direttamente una mail (pasquale.mignogna@unimol.it).
Per fitness cardiorespiratorio si intende la capacità di un soggetto di eseguire un esercizio dinamico (in movimento), che coinvolga più gruppi muscolari partendo da un’intensità moderata fino ad una più alta, per periodi di tempo prolungati. La performance di alcuni esercizi dipende dallo stato funzionale dei vari sistemi, da quello respiratorio a quello cardiovascolare, da quello scheletrico a quello muscolare. Il fitness cardiorespiratorio è un indicatore dello stato di salute della persona: è stato dimostrato che bassi livelli di fitness cardiorespiratorio sono associati ad un aumentato rischio di morte prematura dovute a malattie cardiovascolari; inoltre un aumento di quest’ultimo è associato a diversi benefici in termini di salute e di conseguenza in termini di riduzione della mortalità in generale.
La valutazione del fitness cardiorespiratorio è molto importante quando si va a stabilire un programma di attività fisica.
Un criterio di misura per il fitness cardiorespiratorio è dato dal Massimo Consumo di Ossigeno o VO2max. In termini tecnici il VO2max è dato dal prodotto della gittata cardiaca (quantità di sangue espulsa in un minuto dal cuore ad ogni sua sistole) per la differenza di ossigeno artero-venosa. Quindi il VO2max è relativo alla capacità funzionale del cuore.
Per calcolare il VO2max ci sono diverse metodiche, dai test da campo al treadmill, dal cicloergometro allo step test. Il test da campo consiste nel camminare o correre per una certa distanza in un dato tempo (comunemente chiamato test del cammino o “walking test”). Il treadmill può essere usato soprattutto per esercizi sub massimali e massimali e segue più o meno gli stessi principi del test da campo. Mentre nel “walking test” è il soggetto che stabilisce la sua velocità di andatura, nel treadmill questo non avviene in quanto è il “trainer” che cambia la velocità del treadmill.
Il test più appropriato per valutare le proprie capacità funzionali in vista di un programma di attività motoria è il cicloergometro. Simile ad una cyclette ma con funzioni ben diverse, il cicloergometro permette di aumentare la velocità in modo graduale (ad esempio aumentare di 1 Km/h ogni minuto), permette di calcolare la saturazione dell’ossigeno cioè la quantità di sangue presente nel nostro sangue, permette di capire come varia la nostra pressione arteriosa al variare della velocità del test, permette di vedere sul monitor il nostro elettrocardiogramma in ogni istante e ad ogni tempo del test.
Lo step test è una metodica che consiste nel salire e scendere da uno scalino; si può applicare in diversi modi: salire e scendere lo scalino o ad una data velocità o ad una altezza fissa o ancora misurando il tempo di recupero dopo aver eseguito il test.
I risultati di questi test vanno valutati e, in base ai valori ottenuti, vanno interpretati utilizzando delle tabelle standard che sono state stilate in base all’età e al sesso.
In conclusione questi test sono importanti quando si vuole iniziare un programma di allenamento soprattutto per coloro che per la prima volta si avvicinano alla pratica motoria o sportiva.
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