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LA TRAGEDIA DELL’ABRUZZO

Scritto da Nanni Romano, 06-04-2009 09:30

Pagina vista : 349    

Pubblicato in : Riccia Blog, Dall'Italia




Dalle tante catastrofi naturali che si sono verificate negli ultimi decenni ho ricavato, contemporaneamente, l’ammirazione per la generositĂ  e la solidarietĂ  di molti, ma anche l’amarezza per il cinismo e l’opportunismo di alcuni.  I terremoti , a cui ci condanna la posizione geografica e la configurazione orografica del nostro paese, sono un’ottima occasione per ricavare cospicui guadagni ed effettuare spregiudicate speculazioni.
E’ sempre stato così, e sarĂ  così anche per la tragedia che si è abbattuta sui nostri fratelli abruzzesi. L’ondata emotiva del momento si spegnerĂ , proprio quando la disperazione delle sventurate vittime sarĂ  incontenibile, per l’impossibilitĂ  del ritorno alla normalitĂ , per sempre perduta. 
Oggi hanno bisogno di tutto, acqua,viveri, vestiti, alloggio, ed un nostro gesto (doveroso non virtuoso!) deve essere immediato: anche la donazione di pochi euro, moltiplicati per tante persone, costituisce un contributo validissimo. Facciamolo, non perdiamo tempo!  Se possibile, anche nella nostra realtĂ  locale, attiviamo una raccolta organizzata di quanto a noi abbonda e ad altri è venuto improvvisamente a mancare. Il privato può poco,quasi nulla! Ma deve esporsi, perchĂ© la sua voce può arrivare a chi ha il potere o anche i mezzi per fare qualcosa! La voce scuote le coscienze! Non ci laviamo le mani con qualche lacrima di commozione, cerchiamo di “fare” qualcosa! Questa volta, come in altre circostanze, non basta sentire il dolore,bisogna essere partecipi! Se bussasse alla nostra porta un signore e ci dicesse: “Sotto casa sua c’è un camion, che aspetta di esser carico di aiuti di ogni genere per andare a L’Aquila: ce la dĂ  una mano?” Chi di noi non si precipiterebbe  a comprare una cassa di acqua, o a togliere dal frigo pieno una lattina,una confezione di viveri o a rovistare nell’armadio per trovare un indumento che non indossa piĂą? Lo faremmo tutti!  Ma ci vuole il camion che aspetta di essere riempito dalla nostra doverosa sensibilitĂ  umana! Chiediamolo questo camion, con umiltĂ , ma con fermezza! ArriverĂ ! E avremo fatto soltanto il nostro dovere, senza alcun merito particolare.
E poi,le lacrime delle persone disperate che vediamo per televisione aggirarsi tra le macerie, il terrore che leggiamo nei loro volti smarriti ci devono cambiare dentro, ci devono suggerire nuovi comportamenti, dare una diversa consapevolezza. La reazione emotiva è superficiale,banale e priva di un autentico valore umano.  Lo spettacolo del dolore che ci viene offerto dalle popolazioni abruzzesi così  martoriate ci deve insegnare a ridimensionare l’avvilimento e lo scoramento che ci prende tutti, per i nostri problemi. Proviamo a fare un confronto!  La lezione è dura, ma utilissima!
Siamo tutti bravi a soffrire per le persone lontane, e ci sentiamo tanto buoni per questo….ma siamo certi che sappiamo venire incontro alla sofferenza delle persone che ci sono assolutamente vicine o almeno cerchiamo di evitare  di procurare dolore alle persone che incontriamo quotidianamente nella nostra giornata?
Trasformiamo la tragedia  a cui stiamo assistendo in un’occasione per crescere ed acquisire una nuova consapevolezza, e rispondiamo alla feroce crudeltĂ  della natura con la solidarietĂ  dell’umanitĂ  e della civiltĂ .

Nanni Romano






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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Maggio 2009 21:14 )
 
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