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IORIO IL CAMALEONTE

Scritto da Michele Barrea, 14-07-2010 20:38

Pagina vista : 244    

Pubblicato in : Riccia Blog, Dal Molise



La manovra economica, approntata dal Governo, sta suscitando vibrate reazioni da parte degli enti locali e delle regioni in particolare che minacciano la restituzione delle deleghe. Ciò, nonostante l’entità della manovra, 24 miliardi di euro, sia considerata insufficiente da numerosi economisti che prevedono altri e dolorosi interventi. L’iniquità della manovra è dimostrata dalle reazioni che accomunano gli enti e le istituzioni locali ai milioni di italiani che, già in gravi difficoltà, ne dovranno sostenere il peso. Nulla,invece, viene chiesto ai percettori dei redditi più elevati, agli evasori, agli “scudati”.

Limitandoci agli effetti che la manovra avrà sui bilanci delle regioni, appare paradossale l’intento del governo di penalizzare in misura minore le cosiddette regioni virtuose, quelle con i conti in ordine. Questo intento farà sì che i cittadini delle regioni più indisciplinate dal punto di vista della correttezza dei conti, già costretti a pagare le conseguenze derivanti dall’errore di essersi scelti dei governatori incapaci, saranno oltremodo ed ingiustamente penalizzati. In cima alla classifica dei tartassati  ci saranno  i 320.000 molisani costretti a subire l’aumento delle addizionali IRPEF, dell’IRAP, delle accise sui carburanti. Senza tener conto della drastica riduzione dei servizi già di per se carenti ed insufficienti. L’artefice principale di questo disastro dovrebbe essere noto a tutti: Michele Iorio che, da circa dieci anni, governa da vero sovrano la nostra regione. In virtù di questo assunto appare ancora più stupefacente e intollerabile l’annuncio che  Iorio ha appena fatto in consiglio regionale riguardante l’adozione di provvedimenti di riduzione delle spese. Il presidente ha annunciato che saranno ridotte le sue indennità e quelle degli assessori e dei consiglieri regionali. Sarà ridotto il numero dei dipendenti regionali e, soprattutto, dei dirigenti. Sarà drasticamente ridotto il numero delle auto “blu”.  Iorio dice queste cose come se non fossero stati lui ed i suoi governi ad aumentare le indennità per il presidente della giunta, per gli assessori e per i consiglieri regionali. Come se non fossero stati lui ed i suoi governi ad intasare di dipendenti e dirigenti gli uffici regionali rottamandoli, successivamente, con incentivi milionari per poi richiamarli in veste di consulenti super pagati. Come se non fossero stati lui e i suoi governi a disastrare i conti della regione attraverso una gestione dissennata della sanità, attraverso la creazione di enti inutili e mille altri rivoli di spesa ingiustificata. Come se non fossero stati lui e i suoi governi a dissipare le enormi risorse dell’art.15 che avrebbe dovuto innescare la ripresa produttiva del Molise dopo il terremoto del 2002 e l’alluvione del 2003.

Nonostante questo Iorio ha  annunciato che le riduzioni di spesa che la Giunta si appresta ad adottare faranno del Molise un “modello” per tutte le regioni italiane.

Dire che queste affermazioni sono “spudoratamente inopportune” è benevolo nei confronti di Michele Iorio.

Ma tutto ha una logica. Tra poco più di un anno ci saranno le elezioni regionali e il candidato presidente Michele Iorio inizia ad approntare la campagna elettorale cercando di farsi percepire come il moralizzatore della politica molisana, il risolutore dei problemi  della regione. Come se l’immoralità che pervade la classe politica regionale appartenesse solo ad altri e i problemi della regione fossero stati determinati da altri.

Queste cose vengono dette nel silenzio, ci si augura momentaneo, delle opposizioni che avrebbero motivo per battere le scarpe sugli scranni di palazzo Moffa.

Beninteso, la riduzione dei costi enormi della politica regionale è sacrosanta ma affidarla nelle mani di chi questi costi li ha generati è un sacrilegio.

L’auspicio è che i molisani sappiano giudicare chi ha portato la Regione sull’orlo del baratro ed abbiano la possibilità di scegliere un’alternativa che sappia farsi carico, responsabilmente, del loro futuro. 

Riccia, 14.07.2010.
Michele BARREA



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