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Lingua e dialetto nell’area del Fortore

Scritto da Tonino Santoriello, 28-10-2010 08:35

Pagina vista : 852    

Pubblicato in : Riccia Blog, Riccia News



Sabato 30 ottobre a Riccia, un’intera giornata sarà dedicata allo studio e all’approfondimento dei dialetti fortorini. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Trediciarchi, che ha tra i suoi principali scopi quelli della promozione e dello sviluppo culturale, sociale e turistico dell’area del Fortore. L’Associazione ha già realizzato altri eventi culturali miranti alla conoscenza del comprensorio fortorino che, benché ricadente in tre province di aree amministrative diverse, conserva e perpetua caratteristiche simili, come avviene per la parlata dialettale.
I dialetti rappresentano un bene culturale territoriale da tutelare e da valorizzare; attraverso l’analisi delle varianti e il confronto morfologico tra di essi si ricava una morfologia del territorio, caratterizzandolo dal punto di vista storico e geografico. Lo studio e la conoscenza favoriscono, inoltre, il recupero etnologico dei termini e dei loro significati e aiutano a precisare le forme arcaiche in confronto con quelle moderne. Per tali motivi l’iniziativa dell’Associazione Trediciarchi è apprezzabile, anche perché essa cade in un momento particolare, nel quale si assiste alla riscoperta delle parlate locali e del ruolo che esse hanno, ed hanno avuto, all’interno della nostra nazione. La salvaguardia e la promozione dei dialetti, non significa, comunque, l’abbandono della lingua italiana, che certamente non esce minimamente impoverita dall’uso e dalla diffusione dei dialetti, avendo altri e più subdoli nemici da cui difendersi.
Il programma della manifestazione si articolerà in due momenti. In mattinata, presso la sala conferenze del “Beato Stefano”, si terrà il convegno: La valle del Fortore: dialetti a confronto. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Riccia, Micaela Fanelli, e degli Assessori alla Cultura delle province di Campobasso, Benevento e Foggia, rispettivamente Nicola Occhionero, Carlo Falato e Maria Elvira Consiglio, e di Libero Arcari, preside del Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso, seguiranno le relazioni di  Maria Carosella, italianista dell’Università degli studi di Bari, che farà un’introduzione generale sui dialetti parlati nella valle del Fortore e sulle loro affinità morfologiche, dei dialettologi Salvatore Tambascia e Rita Frattolillo, che tratteranno nello specifico dei dialetti  di Castelvetere in Valfortore e di Riccia. La giornata, presieduta dal professor Sebastiano Martelli, docente di letteratura italiana presso l’Università degli studi di Salerno, sarà conclusa dall’ispanista Gianni Spallone, che relazionerà sul tema: “Il dialetto di Macchia Valfortore e dintorni: sul filo degli ispanismi”.
Nel pomeriggio, all’interno della settecentesca chiesa dell’Annunziatà, sarà presentato il volume “La Batracomiomachia maccaronica”, rifacimento del noto poema, attribuito ad Omero, nel quale i topi e le rane si danno battaglia, che in questa edizione “maccaronica” è trasformato in latino volgarizzato inframmezzato di parole ed espressioni dialettali. Tale da potersi considerare come il primo documento di letteratura dialettale molisana. Artefice del testo è Bartolomeo Zaburri, eclettico farmacista riccese vissuto a cavallo dei secoli XVIII e XIX. Il libro riproduce le versioni a stampa del 1804 e manoscritta del 1794 scritte dallo Zaburri, rintracciate e riproposte in una edizione critica curata da Berengario Amorosa, altro importante letterato riccese. Dell’opera parleranno Giorgio Palmieri e Michela D’Alessio, che incentreranno i loro interventi sulla complessa  figura di Berengario Amorosa, storico, intellettuale e uomo di scuola attivo tra Ottocento e Novecento, e Sebastiano Martelli, che, invece, parlerà dell’autore e della sua originale creazione. La manifestazione sarà presieduta dal Sen. Luigi Biscardi. I saluti saranno portati da Maurizio Moffa, dell’amministrazione comunale di Riccia, da Salvatore Moffa, Presidente della Pro Loco, da Luigi Sansone, Presidente della Banca popolare delle province molisane, e dai Presidenti della Giunta provinciale di Campobasso, Nicola D’Ascanio, e della Giunta regionale del Molise, Angelo Michele Iorio.





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