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RICCIA: LE “INOPPORTUNITA’” DEL PIANO CASA

Scritto da Michele Barrea, 25-02-2010 20:03

Pagina vista : 827    

Pubblicato in : Riccia Blog, Riccia News



L’incontro tenutosi sabato 20 febbraio, volto ad illustrare ai cittadini il piano casa previsto dalla legge regionale  11 dicembre 2009 n.30 in attuazione del DPCM dello scorso luglio, non può essere lasciato alle mistificazioni prontamente diffuse dall’ufficio “propaganda” che, successivamente alle elezioni, è stato allestito in via Zaburri nella sede del Comune.
Tantomeno ci si potevano aspettare critiche dissonanti dalla “consanguinea” opposizione comunale che mai avrebbe potuto criticare la malsana idea concepita da Berlusconi che ha obbligato le regioni, nonostante le proteste e le critiche, a legiferare seguendo i suoi dettami.
Sgombrando il campo da ogni equivoco diciamo subito che il Sindaco di Riccia ha magnificato le “opportunità” derivanti dal piano caso predisposto dalla Regione Molise con la legge n.30 dell’11.12.2009 dichiarando  la completa adesione da parte del comune di Riccia. In un articolo surreale (www.ricciaspace.it)  l’Ufficio “ propaganda”, il giorno 17.02.2010, anticipava quello che si sarebbe detto nell’incontro riportando così l’intervento di apertura  del sindaco Fanelli che ci sarebbe stato ben tre giorni dopo: < E’ una occasione di grande valore – ha dichiarato il sindaco Fanelli – per i cittadini che intendono migliorare la qualità e la disponibilità delle proprie abitazioni e per gli imprenditori del settore edile che possono contare su una normativa capace di andare incontro alle esigenze del territorio e di favorire la ripresa economica……> . Affermazioni banali e gravi allo stesso tempo.  L’ Ufficio propaganda, nello stesso articolo, anticipava le dichiarazioni dell’ospite d’onore, Riccardo Tamburro, esponente di spicco del centrodestra molisano: < la legge sul piano casa  ha il duplice obiettivo di riqualificare il patrimonio edilizio del Molise e di sostenere la ripresa del tessuto economico regionale. E’ un provvedimento moderno, ponderato e attento alle esigenze dei  cittadini…..>.
Io cerco di spiegare, dal mio punto di vista, quello che è in realtà il piano casa voluto da Berlusconi e gli effetti devastanti che la legge regionale rischia di avere sul patrimonio abitativo, architettonico e storico della regione nonché sulla sicurezza dello stesso e dei molisani considerate le fragilità sismiche del nostro territorio.  Mi auguro, comunque, che coloro i quali condividono le mie critiche possano ritornare sull’argomento in un incontro pubblico scevro da prese di posizione strumentali ed interessate.
Il piano casa nasce agli inizi del 2009 in piena crisi recessiva. Berlusconi, in ossequio alle dottrine keynesiane, predispone un piano di grandi opere per far fronte alla recessione e cercare di evitarne le conseguenze che si annunciano gravissime nonostante le sue continue affermazioni che tutto sia a posto.  L’idea si ridimensiona subito per i tempi lunghi delle grandi opere e per l’assoluta insufficienza di fondi.  Ecco che arriva il colpo di genio, anzi, la furbata: Il “piano casa fai da te”,  quasi a costo zero.  Dare la possibilità ai cittadini di poter ampliare le proprie abitazioni del 20% in deroga ai piani regolatori, ai vari strumenti urbanistici ed addirittura anche ai vincoli architettonici posti dalle soprintendenze. E’ possibile, addirittura, cambiare la destinazione d’uso degli immobili.   Tutto questo semplicemente con una DIA asseverata da un tecnico. Al di là delle chiacchiere, una vera e propria devastazione edilizia improntata ad un semplice aumento di cubatura indifferente alla qualità del prodotto, agli effetti sul tessuto urbano, alla sua utilità pubblica ed al disegno organico e razionale degli insediamenti.
Come dicevo le reazioni delle Regioni sono state diversificate e vanno dal giudizio duro e severo della presidente della Regione Umbria: < il Piano casa è un condono preventivo>, alle posizioni prone e silenti della Regione Molise.
Tutte le Regioni, comunque, hanno dovuto legiferare in seguito all’accordo venuto fuori dalla conferenza stato - regioni.  E: udite, udite! Volete sapere quale è stata l’ultima e la peggiore legge varata? Quella del Molise. Badate bene questa non è la mia opinione, peraltro scontata, bensì quella de “IL SOLE 24 ORE”  che in un articolo sarcastico pubblicato il 18 dicembre 2009 titola: “IL MOLISE PREMIA GLI INCREMENTI” – è forse il più permissivo tra i “Piani Casa”  regionali quello finalmente reso disponibile sul bollettino ufficiale della regione Molise -.
Tuttavia, sebbene il piano casa del Molise sia il peggiore all’art. 11 comma 3  prevede che: “ i Comuni, con motivata deliberazione del consiglio comunale da   prendersi entro il termine perentorio di sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, possono escludere l’applicabilità delle norme di cui agli articoli 2,3 e 6 in relazione a singole zone urbanistiche”. In sostanza  viene data ai comuni ampia possibilità di limitare i danni. Ebbene, nonostante questa possibilità il sindaco di Riccia e la sua amministrazione non hanno perso tempo nell’accogliere integralmente il peggior piano casa d’Italia dimostrando, se ancora ve ne fosse bisogno, al cospetto di chi sono proni. 

Riccia, 24.02.2010.
Michele BARREA



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